Editoriali

Cara Inter, pensa al tuo bene. Lukaku spostati

Certe storie d’amore (per fortuna) finiscono. Non si può scegliere il finale e né tantomeno sapere se quest’ultimo sia o meno un lieto fine. È questo, in soldoni, il film che ha come protagonisti l’Inter e Romelu Lukaku.

Quello che si è verificato ieri è qualcosa di assurdo, clamoroso. Forse un inaspettato tradimento. Se tutto ciò che è uscito in queste ore venisse confermato dai diretti interessati, sarebbe davvero difficile da accettare e digerire. L’Inter (dirigenti, squadra e tifosi) ha riaccolto Lukaku come un figlio, che torna a casa sapendo di aver preso la strada sbagliata. L’Inter, da buon genitore, lo ha perdonato e riabbracciato.

Nonostante abbia ormai 30 anni Lukaku (probabilmente) non è ancora maturo. Non si può definirsi tali dopo che un genitore ti perdona, fa degli sforzi immensi per renderti felice e tu commetti gli stessi errori. Le esperienze, anche negative, dovrebbero essere sempre qualcosa di cui far tesoro. Non per Romelu, a quanto pare. Beppe Marotta e Piero Ausilio avevano trovato l’accordo con il Chelsea, erano riusciti persino ad accontentare i Blues con un’offerta da 35 milioni di euro più 5 di bonus. Uno sforzo importante per la società in un momento dove l’economia del club non è di certo felice. Più di così, che altro fare?

Per tutta risposta, il diretto interessato scompare nel momento decisivo, proprio quando (finalmente) è ora di finalizzare ogni tipo di discorso. Lo fa insieme al suo “avvocato”. I due non rispondono più alle chiamate. È qualcosa di surreale. Dietro l’angolo c’è l’azione di disturbo della Juventus con un’offerta simile a quella nerazzurra. Ma il fatto più grave non è questo, perché si sa, fa parte del gioco. La cosa inaccettabile è che, nonostante i mille giuramenti di non indossare le maglie delle rivali di sempre, Lukaku abbia pensato anche per un solo secondo di andare a Torino. E tutta quella voglia di Inter tanto ostentata adesso che fine ha fatto?

La società, dal canto suo, ha fatto tutto il possibile (forse anche di più) e in tutta questa vicenda è la vittima. Due sono però gli errori commessi. Il primo è aver continuato ad inseguire Lukaku quando Ledure lo aveva proposto qualche settimana fa anche al Milan. Segno, da parte dell’entoruage del giocatore, di poca eleganza. Per carità, fanno il loro mestiere. Il secondo, invece, è aver deciso di puntare nuovamente sul belga. Con il fisico che ha Lukaku in Italia (forse solo qui) può essere decisivo e per la conquista dello Scudetto può essere un giocatore importante. Certo, importante ma non fondamentale. Anche perché il presupposto per fare bene è innanzitutto la motivazione, al di là di ogni aspetto tecnico-tattico. Siamo sicuri che il belga ne abbia ancora abbastanza? Alla luce dei recenti fatti, il dubbio sorge spontaneo.

Cara Inter, andiamo avanti. Interrompiamo subito questa trattativa sapendo che all’interno della dirigenza ci sono persone preparate a tutto, competenti e disposte a trovare alternative più valide, tecniche e mature da affiancare a Lautaro Martinez. Se tutta questa vicenda venisse confermata in ogni suo aspetto è giusto mettere da parte un ragazzo che probabilmente non sa decidere. L’Inter non è un gioco.

Caro Lukaku i tifosi interisti ti ringrazieranno sempre per quello che hai fatto e per l’amore dimostrato quando hai indossato la maglia nerazzurra. Oggi, 15 luglio, la domanda che ci viene spontanea è: “Quanto sei stato vero in questi anni?”. Oggi, 15 luglio, ci fai riflettere quando con la testa bassa e con gli occhi che fissavano il vuoto hai detto che non saresti mai andato alla Juve o al Milan. Ora invece sei scomparso proprio nel momento decisivo, dopo che è stato fatto di tutto per accontentarti. Caro Lukaku, se le cose stanno davvero così, allora vai. Anzi, spostati.

Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio