Editoriali

Inter, Matteo Darmian: il campione che non ti aspetti

La sua è una carriera di alti e bassi: dall'Europa col Torino alla tribuna con lo United. Nel 2020, la chiamata dell'Inter e la sua "seconda vita" con Inzaghi al timone

In una rosa stracolma di campioni come quella dell’Inter, Simone Inzaghi ha scoperto (in maniera del tutto inaspettata) di avere a disposizione una pepita d’oro nascosta, sulla quale nessuno avrebbe mai scommesso al momento del suo approdo a Milano, ma a cui ad oggi risulta quasi impossibile rinunciare: il suo nome è Matteo Darmian.

Darmian, dall’Europa col Torino alla tribuna con lo United

Cresciuto nelle giovanili del Milan, il classe 1989 si è messo in mostra con le maglie di Padova, Palermo e Torino prima di accettare la prestigiosa chiamata da parte del Manchester United. Dopo una prima annata estremamente positiva, complice anche la grande stima di Louis van Gaal nei suoi confronti, il ragazzo finisce di anno in anno sempre più indietro nelle gerarchie, chiudendo l’esperienza inglese da riserva, molto spesso relegato in tribuna sia da Josè Mourinho che da Ole Gunnar Solskjær. A tal proposito, si ricordi la trasmissione “Emigratis” del duo comico Pio e Amedeo, che facendogli visita all’Old Trafford gli chiesero simpaticamente: “Ma questi lo sanno di averti in rosa?”

Al di là delle battute, lasciata l’Inghilterra, dopo una stagione di rilancio a Parma (34 presenze, un gol e un assist) l’esterno di difesa passa all’Inter, allora guidata da Antonio Conte (2020-2021), vincendo il suo primo campionato italiano come comprimario di Achraf Hakimi. L’anno seguente, il marocchino viene ceduto per la cifra faraonica di 60 milioni di euro più 11 di bonus al Paris Saint-Germain e sulla panchina nerazzurra viene chiamato l’ex tecnico della Lazio Simone Inzaghi. Da qui inizia la seconda vita calcistica di Darmian.

La rinascita di Darmian: l’Inter e Simone Inzaghi

Il tecnico piacentino gli dà subito fiducia, schierandolo titolare sulla corsia di destra e ottenendo per tutta risposta una costanza di rendimento a dir poco impressionante. Ma è dalla stagione successiva che il numero 36 nerazzurro diventa una pedina imprescindibile, un vero e proprio “coltellino svizzero” che ogni allenatore sogna di avere nel suo roster per duttilità e senso tattico. I problemi fisici e le vicissitudini di mercato legate a Milan Skriniar, costringono Inzaghi ad un esperimento. Il classe ’89 viene arretrato per esigenza nel pacchetto difensivo, offrendo sin da subito prestazioni di ottimo livello, sia dal punto di vista difensivo che di spinta, complice soprattutto il suo passato da terzino. A dimostrazione della grande fiducia in lui riposta, gioca da titolare come braccetto di destra anche la finale di Champions League persa per 1-0 contro il Manchester City, un palcoscenico che ogni calciatore sogna di poter calcare almeno una volta nella vita. In pochi però ce l’hanno fatta e tra questa cerchia ristretta di privilegiati c’è anche il ragazzo di Legnago.

Ormai prossimo ai 34 anni, sotto la guida di Inzaghi Darmian sta vivendo una vera e propria seconda vita calcistica, che lo sta riconfermando a livelli addirittura più alti rispetto a quando è salito alla ribalta per la prima volta. Della sua crescita si sono accorti anche i commissari tecnici Roberto Mancini e Luciano Spalletti, che gli hanno fatto riassaporare stabilmente la maglia azzurra a distanza di cinque anni dall’ultima sciagurata apparizione, quella dell’eliminazione dai Mondiali in Russia del 2018 per mano della Svezia.

Darmian, un campione sotto tutti i punti di vista

Nella stagione corrente, l’azzurro si sta riconfermando pedina fondamentale sia per il suo club (in cui fino ad oggi ha giocato perlopiù in difesa, riadattandosi come esterno per sopperire all’assenza di Cuadrado),  sia per la nazionale, in cui è invece schierato come terzino destro in una linea a quattro. Ennesima dimostrazione di una duttilità disarmante, il tutto senza mai perdere di un briciolo la qualità di rendimento. Giocatori come lui fanno davvero la fortuna di ogni allenatore, in quanto ritenuti sempre affidabili indipendentemente dalla posizione ricoperta in campo. Inzaghi sa di avere tra le mani una vera e propria pietra preziosa e sta cercando di sfruttarla al meglio delle sue potenzialità.

Che dire, in mezzo a tanti nomi altisonanti, l’Inter ha scoperto di giorno in giorno un nuovo e inedito campione che forse nemmeno si aspettava di avere. Arrivato un po’in sordina per ricoprire un ruolo marginale, Darmian si è conquistato la fiducia di staff tecnico, compagni e tifosi a suon di prestazioni e di duro lavoro, rispondendo sempre presente nei momenti di difficoltà. Quella assieme al tecnico piacentino è a tutti gli effetti una seconda vita calcistica per il classe 1989, giunto oramai all’apice della sua carriera. Nomi da copertina e figurine a parte, è lui – per quanto visto fino ad oggi –  l’elemento imprescindibile dell’organico nerazzurro.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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