Editoriali

Inter, sei la più forte. Contro la Juventus "solo" certezze

I nerazzurri restano la squadra da battere

Non è stato un Derby d’Italia particolarmente spettacolare. Partita intensa, tirata e con molti errori anche se la voglia di fare bottino pieno la si percepiva da entrambe le parti. Per l’Inter è senza dubbio un buon pareggio, un risultato che mantiene il distacco di due punti proprio sulla Juventus inseguitrice. Vincono Milan e Napoli, che rosicchiano qualche punto, ma sono squadre che al momento non preoccupano più di tanto.

Un pareggio tutto sommato giusto per quanto si è visto in campo. La squadra di Simone Inzaghi poteva (e doveva) fare di più ma ci sono molte attenuanti, una su tutte la sosta delle nazionali, che ha portato lontano dalla Pinetina ben 16 giocatori. I nerazzurri escono dallo Stadium indenni, con la consapevolezza di essere la squadra da battere e che questo Scudetto (così come i due precedenti) è più che mai nelle proprie mani.

I nerazzurri sono andati sotto all’unico tiro in porta della Juventus; un affamato Dusan Vlahovic ha spinto all’errore lo spento e impalpabile Denzel Dumfries, per poi calciare un rigore in movimento tutto solo all’interno dell’area. Poteva farci ben poco Yann Sommer, i suoi compagni invece non sono esenti da responsabilità. Al centravanti serbo non va mai lasciata tutta quella libertà in posizione pericolosa, altrimenti l’esito diventa scontato. Ma al di là della sbavatura, la vera forza della squadra nerazzurra rispetto alle altre pretendenti la si è vista proprio da quel momento.

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L’Inter ha reagito prontamente, non ha accusato il colpo. Non si è innervosita e ha continuato a muovere la palla. E’ emersa nuovamente la maturità di un gruppo cresciuto tantissimo nella gestione delle partite e che in questo momento ha qualcosa in più rispetto alle avversarie. Nella ricerca del pareggio ha colpito soprattutto la lucidità mentale e la capacità di alzare il ritmo al momento giusto. All’Inter “basta” questo. La squadra non ha praticamente mai sofferto, tenendo bene il campo e concedendo le briciole ad una Juventus che si giocherà le proprie chance di vittoria finale in questa maniera.

Si, i bianconeri sono gli antagonisti secondari dei nerazzurri, perché non giocare la Champions League o altre competizioni europee è un vantaggio non da poco. Una vittoria dell’Inter allo Stadium avrebbe ammazzato il campionato, ma lo spirito di questi colori non è mai stato quello di vincere facile. Ci sarà da soffrire, anche se in maniera contenuta, perchè l’Inter sa di essere la principale antagonista di se stessa e continuerà ad essere padrona del proprio destino.

Del resto, da mesi ormai i concetti sono più o meno gli stessi. La rosa è la più forte della Serie A e anche ieri si è visto. Simone Inzaghi, dopo la finale di Champions League persa contro il Manchester City, sembra essere finalmente diventato “grande”, anche se gli manca ancora la seconda stella per consacrarsi in maniera definitiva. Per non parlare poi di tutto ciò che ruota attorno alla squadra, perché la notizia del rinnovo di Beppe Marotta fino al 2027 rappresenta la garanzia di un futuro sempre più roseo. Inter, con questi presupposti è davvero tutto nelle tue mani.

Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

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