Editoriali

Inter, Thuram è il risultato dell'addizione perfetta Lukaku+Dzeko

Il francese si è preso la scena in maniera definitiva contro la Fiorentina

Soffiato ai cugini rossoneri, Marcus Thuram ha fatto vedere tutta la sua completezza nell’ultimo match di San Siro contro la Fiorentina. Nelle prime due giornate era stato accusato di “non aver mai tirato in porta” nonostante il tanto lavoro fatto per la squadra con movimenti intelligenti e assist.

Inter, Thuram non è un “tappabuchi”

Thuram oggi è sulla bocca di tutti. Interisti e tifosi di altre squadre stanno apprezzando le qualità il figlio d’arte arrivato in Italia nella sessione estiva. L’Inter, in un mercato non semplicissimo, lo ha strappato al Milan vincendo di fatto un vero e proprio derby, facendo leva sulla volontà del ragazzo di vestire il nerazzurro. Beppe Marotta e Piero Ausilio lo hanno scelto al posto di Edin Dzeko, nel frattempo passato al Fenerbahce. Un innesto a parametro zero e che ha dovuto riempire anche quel vuoto lasciato (per fortuna) dal mancato arrivo di Romelu Lukaku. Con il cauto ottimismo che deve esserci (considerando che sono passate appena tre giornate ) Thuram non sta facendo rimpiangere nessuno. L’intelligenza e la creatività dei dirigenti nerazzurri hanno consegnato ad Inzaghi un profilo che unisce le qualità migliori di Dezko e Lukaku in un unico calciatore.

Inter, l’impatto devastate del francese

Andiamo con ordine. Thuram è stato un po’ “beccato” da alcuni addetti ai lavori nelle prime due giornate. L’accusa degli “esperti” è stata la seguente: “Bravo giocatore ma non ha mai calciato in porta”. Vero, i numeri dicevano questo. Subito una prima e sterile sentenza. L’Inter vinceva agevolmente contro Monza e Cagliari ma c’era comunque qualcuno che etichettava il francese come un attaccante poco utile. La bellezza del calcio, però, fa capire come in realtà sono i dettagli a fare la differenza. Negli 8 gol fatti dall’Inter, Thuram ha partecipato attivamente a 5 di questi. Calcolatrice alla mano si parla del 62%. Non male come statistica.

Forse, ha faticato un po’ contro i brianzoli, ma il francese aveva l’attenuante della prima partita in Serie A. Una giustificazione che regge solo in parte perché l’ex Borussia Mönchengladbach si è mosso moltissimo senza palla, abbassandosi spesso fino alla linea di centrocampo e mettendosi a disposizione dei compagni. In parte ha replicato il lavoro di Dzeko, anch’egli poco prolifico nelle prime esibizioni, ma comunque molto utile alla causa.

Il nuovo numero 9 ripete lo stesso lavoro a Cagliari, nella seconda giornata di campionato. Il suo tasso di incisività si alza e non poco. I nerazzurri vincono 2-0 e lui è protagonista in entrambi i gol. Prima regala a Denzel Dumfries l’assist dell’1-0 e poi, spostandosi dalla sua zona e arrivando a metà campo, scambia il pallone con Federico Dimarco. L’ex Verona viene lanciato in profondità dal francese e poi serve l’assist a Lautaro Martinez, che realizza la rete del definitivo 2-0. Per alcuni, ancora troppo poco ma non per Simone Inzaghi, che al termine della partita afferma: “Sono molto soddisfatto di quanto fatto da Thuram. È arrivato da quaranta giorni, ma fin da subito ha lavorato molto seriamente. Si è inserito rapidamente e ha subito legato con i compagni, capendo il sistema di gioco. È molto intelligente, sa leggere bene il campo, sa quando attaccare la profondità e quando invece venire a dare una mano e dialogare con i centrocampisti. Stasera mi sarebbe piaciuto vedergli fare un gol perché lo avrebbe davvero meritato per tutte le cose giuste fatte”.

Inter, Thuram zittisci gli scettici

Questione di qualche giorno visto che contro la Fiorentina Thuram mette a tacere i primi detrattori. Nel roboante 4-0 il francese è il migliore in campo e (probabilmente) mette fine ad ogni dubbio. Segna la prima rete in maglia nerazzurra raccogliendo l’assist di Dimarco, poi serve il pallone a Lautaro Martinez per il 2-0 ed infine si procura il calcio di rigore che porta Hakan Çalhanoğlu a siglare il 3-0. Il suo bottino poteva essere molto più corposo visto che nel mezzo si divora un paio di ghiotte occasioni da gol. La notizia più importante è che Thuram si è sbloccato. Il resto lo ha fatto intravedere nelle partite precedenti, non bisogna aggiungere nient’altro. O forse si. In campo aperto e palla al piede si è dimostrato devastante (proprio come Lukaku), ma rispetto al belga Thuram è sicuramente molto più veloce, cosi come negli uno contro uno. Aiuta i centrocampisti e ha una visione di gioco che gli consente di mandare spesso i compagni davanti al portiere (vedi il gol Dumfries contro il Cagliari). 

Thuram è il risultato dell’addizione Dzeko+Lukaku. Il francese ha dalla sua anche una carta d’identità favorevole rispetto ai due sopracitati. Il 26enne, sotto la guida tecnica di Simone Inzaghi, può solo che crescere ed avere accanto un compagno di reparto come Lautaro Martinez è una fortuna non da poco. La Serie A sarà un trampolino importante: Thuram ha tutte la carte in regola per andare in doppia cifra e superare il suo record personale di 16 gol in una sola annata. Per gli scettici è giusto specificare anche come il francese sia nel giro della sua nazionale. Un altro dettaglio non da poco. Alle frange nerazzurre più pessimiste, invece, bisogna ricordare come in questi anni le critiche di inizio stagione non siano mai state d’aiuto. Marotta e Ausilio hanno quasi sempre smentito il popolo nerazzurro regalando ad Inzaghi profili funzionali. E’ ovvio che quest’anno vincere lo scudetto è un obbligo e potrebbe essere la ciliegina di un lavoro impeccabile, tenendo presente anche le difficoltà economiche. 

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Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

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