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Gds - Il ricordo di Luisito

Alcuni illustri esponenti del club nerazzurro ricordano "l'architetto".

Ieri 9 luglio 2023 è stato un giorno di lutto per tutto l’ambiente neroazzurro. Vi abbiamo infatti raccontato della scomparsa del grande Luisito Suarez, detto l’architetto, uno dei protagonisti principali della Grande Inter, di cui è stato prima giocatore e poi allenatore. Oggi sulle pagine della Gazzetta dello Sport, il ricordo da parte di alcuni personaggi illustri del club.

Luisito, il post di Javier Zanetti

Il vicepresidente ed ex capitano dell’Inter ha ricordato lo spagnolo attraverso un post sul proprio profilo Instagram, che recita:

“Sei stato grandezza, eleganza, classe. Un signore, una leggenda, un simbolo della nostra amata Inter. Da sempre e per sempre un sorriso impossibile da dimenticare. Grazie di tutto Luisito”.

L’argentino ha poi dichiarato:” Avevo un rapporto speciale con lui, è stato uno dei primi a credere in me. Era venuto a vedermi in Argentina e mi ha aspettato nel giorno della mia presentazione in nerazzurro”.

 

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Luisito, le parole di Gianfranco Bedin

Gianfranco Bedin, in campo nella finale di Coppa dei Campioni del 1965, vinta dall’Inter per 1-0 ai danni del Benfica, era il mediano che copriva le spalle a Luisito quando effettuava i suoi frequenti inserimenti offensivi, sganciandosi dal centrocampo. Tra i due nacque presto una profonda amicizia anche al di fuori del campo. L’ex incontrista ha infatti dichiarato alla GdS:

“Non ha sofferto perchè durante il ricovero al Niguarda, determinato da un malore accusato al rientro da un tampone fatto in ospedale, ha perso conoscenza. […]

Quando venni aggregato alla Prima Squadra, alla Pinetina, mi avvicinai a lui dandogli del “Lei” e chiedendogli se potevo portargli il borsone. Negli anni successivi mi prendeva in giro dicendomi:”Bedo, ti ricordi quando mi portavi la sacca!” 

Amava prendere la vita con leggerezza. Era solare, raffinato e burlone, ha sempre avuto il gusto dell’ironia e della battuta intelligente, sdrammatizzante. Sapeva creare un’unione familiare. […]

Stavamo ad Appiano per l’intera settimana, Herrera imponeva il ritiro anche la domenica sera dopo la partita. E allora tante passeggiate, tante sfide a carte e altrettanti discorsi fra noi […] 

Gli anni Sessanta sono stati caratterizzati da lui e da Gianni Rivera, impareggiabili inventori di gioco, stilosi, elegantissimi. Luisito correva più di Gianni, e pure più di me!”.

Luisito, il ricordo di Moratti, Marotta e Rumenigge

“Lo vidi a San Siro nel 1965 contro il Benfica: aveva un lancio chirurgico, era il metronomo del centrocampo.”Massimo Moratti.

“Intelligenza e tecnica, l’ho sempre ammirato. Un’icona dell’Inter, sono grato di averlo conosciuto.”Beppe Marotta.

“Era un campione, un campionissimo, l’hombre della Grande Inter. Poteva diventare un grande solista ma Luis era più un uomo da gioco corale, per il collettivo. La squadra di Herrera aveva molte pedine importanti, ma lui era quella importantissima: l’architetto.”Karl-Heinz Rumenigge.

Addio Luisito, il tuo ricordo rimarrà indelebile non solo nel cuore di tutti i tifosi neroazzurri, ma anche in quello di tutti gli amanti di questo sport. Del resto, si sa, certi campioni non tramontano mai.

 

 

 

 

Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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