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Gds - Lukaku, una vittima delle sue stesse scelte

Il bomber di Anversa è passato in breve tempo dall'essere un uomo merato a elemento indesiderato.

Romelu Lukaku, ad oggi, è un uomo solo. Si allena con gli esuberi del Chelsea, quelli che sono stati esclusi dalla tournèe statunitense e hanno le valigie in mano. Oltre ai londinesi, anche l’Inter gli ha chiuso definitivamente la porta in faccia, estremamente delusa dal suo contatto in gran segreto con la Juventus. Per quest’ultima però, attualmente il belga non è affatto una priorità. Lo diventerebbe solo in caso di partenza di Dusan Vlahovic. A questo punto, rimane sul piatto la sola offerta araba, molto allettante dal punto di vista economico, molto meno sul versante legato alle prospettive di carriera. Caro Romelu, ora che si fa?

Lukaku, la strana abitudine di fare harakiri

Lukaku è diventato ben presto una vera e propria vittima di sè stesso. Per conferma si chieda al Belgio, eliminato dal Mondiale in Qatar dopo una serie infinita di errori sotto porta da parte del centravanti. Qualora non bastasse, si interpellino gli ultimi due tecnici nerazzurri, Antonio Conte e Simone Inzaghi, che hanno lasciato alle avversarie rispettivamente un Europa League ed una Champions. Niente di che.

Nel giro di pochi giorni, la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo. Con la complicità del suo entourage, Big Rom si è trasformato in breve tempo da uomo mercato a oggetto indesiderato, non tanto per questioni di tipo tecnico-tattico, quanto per ragioni di carattere comportamentale. Senza una vera e propria pretendente concreta, potrebbe sfumare il suo desiderio di continuare a giocare ai massimi livelli in Europa. Attualmente, sembra essere rimasto solo l’Al-Hilal, ammesso che non si sia già stufato dei suoi tentennamenti.

Lukaku, l’uomo dalle finte promesse

Fino a pochi giorni fa, Lukaku giurava amore eterno all’Inter. Nel frattempo però flirtava con la Juventus, il tutto nella speranza di non essere scoperto, com’è solito fare da ogni infedele. E pensare che il giocatore si era detto addirittura disposto a ridursi l’ingaggio per tornare a Milano, salvo poi utilizzare la panchina di Istanbul come scusa per il suo voltagabbana. “Ma ce lo avesse lasciato seduto in panchina” – penseranno i tifosi interisti col senno di poi.

Nella testa di Inzaghi per la stagione che sta per cominciare c’era solo un tandem d’attacco: quella Lu-La che tanto di buono aveva fatto vedere. Tutti gli altri stavano dietro, in fila per potersi guadagnare un piccolo spazio. Al di là di ogni pentimento, ad oggi una ricucitura con l’ambiente nerazzurro è pressochè impossibile. Il belga ha deluso tutti, dal presidente Zhang alla dirigenza, dal tecnico ai compagni di squadra, che ora non lo vogliono più all’interno del loro spogliatoio. E come biasimarli.

Su Lukaku sono tutti d’accordo, Blues compresi, che di comune accordo lo hanno scaricato prima della partenza per la girandola delle amichevoli estive. Anche chi sta scrivendo queste righe è concorde a non parlare più di lui, almeno fino al momento della prossima ufficialità.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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