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Inter, Acerbi: "Sono triste e dispiaciuto: abbiamo perso tutti"

Il difensore dell'Inter ha parlato della vicenda con Juan Jesus al Corriere della Sera

Francesco Acerbi, difensore dell’Inter, è stato al centro di una vicenda poco piacevole. L’ex Lazio, infatti, è stato accusato di aver rivolto a Juan Jesus frasi razziste. Qualche giorno fa è arrivata l’assoluzione ma nonostante ciò al Corriere della Sera ha dischiarato: “Sono triste e dispiaciuto: è una vicenda in cui abbiamo perso tutti”.

Inter, Acerbi: “Il mio idolo era George Weah”

Acerbi parla cosi dopo la sentenza: “Quando sono stato assolto, ho visto le persone attorno a me reagire come se fossi uscito dopo dieci anni di galera, molto contente di essere venute fuori da una situazione del genere: sono state giornate molto pesanti”.

Ha sottolineato: “Adesso che c’è una sentenza, vorrei dire la mia, senza avere assolutamente nulla contro Juan Jesus, anzi è il contrario perché sono molto dispiaciuto anche per lui”, aggiunge: “ma non si può dare del razzista a una persona per una parola malintesa nella concitazione del gioco. E non si può continuare a farlo anche dopo che sono stato assolto”.

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Lo stato d’animo: “triste per tutta la situazione che si è creata, per come era finita in campo, per come ci hanno marciato sopra tutti senza sapere niente”, prosegue: “Anche dopo l’assoluzione ho percepito un grandissimo accanimento, come se avessi ammazzato qualcuno”.

Conclude: “Ma questa non è lotta contro il razzismo, non c’è stato nessun razzismo in campo e io non sono una persona razzista: il mio idolo era George Weah e, quando mi fu trovato il tumore ricevetti una telefonata a sorpresa da lui che ancora oggi mi emoziona. Si sta solo umiliando una persona, massacrando e minacciando la sua famiglia, ma per che cosa? Per una cosa che era finita in campo e nella quale il razzismo non c’entra nulla. Il razzismo purtroppo è una cosa seria, non un presunto insulto”.

Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

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