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Inter, ecco cosa serve per far saltare il "corto muso" di Allegri

I nerazzurri non dovranno farsi prendere dalla smania di voler chiudere subito la pratica

Domenica 26 novembre, alle ore 20.45, va in scena all’Allianz Stadium l’incontro più affascinante della tredicesima giornata di Serie A: il Derby d’Italia tra Juventus e Inter. La Vecchia Signora è, al momento, l’unica vera rivale per la lotta al titolo e sconfiggerla sarebbe una grande dichiarazione d’intenti per tutto il club nerazzurro. Di seguito, caratteristiche e punti deboli dei prossimi avversari.

Inter, la nuova Juve di Allegri: organizzazione e compattezza

Per provare a riportare la Juventus a brillare come un tempo, Massimiliano Allegri ha deciso di cambiare schieramento rispetto alla passata stagione, tornando al più equilibrato 3-5-2. Oltre ad aver migliorato la qualità del gioco e l’approccio alle gare, i bianconeri sono tornati ad una fase difensiva molto organizzata, condotta con la partecipazione di tutti gli effettivi. Il sistema di gioco favorisce l’impostazione dal basso, in questo caso specifico indirizzata verso le zone laterali del campo per poi avviare la risalita. Se la squadra è corta, lo sviluppo della manovra avviene per mezzo di rapide triangolazioni, mentre se i reparti sono distanti, si opta per il lancio lungo verso uno dei due attaccanti.

In fase offensiva l’azione viene sempre accompagnata da più uomini, in genere gli esterni, le due mezzali e ovviamente i due terminali. Talvolta, può salire anche uno dei due braccetti, mentre il regista (in genere Locatelli) e due dei tre centrali rimangono in copertura preventiva. Una volta perso il possesso, la squadra si ricompatta molto velocemente, mentre coloro che si trovano nei pressi della sfera attuano un pressing feroce per provare la riconquista immediata.

Inter, la Juve è una squadra “fresca” ma “corta”

Il grande vantaggio della Juventus per questa stagione (ammesso che possa definirsi tale) è che – a differenza delle altre pretendenti per la lotta al titolo – quest’ultima deve concentrare le proprie energie limitatamente al campionato. Lo staff tecnico ha dunque sempre una settimana piena per recuperare le forze e preparare le partite. Tuttavia, non dovendo disputare competizioni europee, la rosa è meno profonda e presenta un mix di giocatori già pronti, uniti ad altri dal grande potenziale, ma decisamente meno addestrati a gestire sfide di un certo spessore. Senza parlare poi dei casi Fagioli e Pogba, su cui non ci addentriamo, che hanno lasciato la coperta del centrocampo piuttosto corta.

Dal punto di vista prettamente calcistico, invece, il difetto dei bianconeri che più balza all’occhio è che spesso, una volta persa palla, la squadra si trova spaccata in due, lasciando grandi spazi tra i reparti favorevoli alle ripartenze. L’Inter del contropiede ne sa qualcosa e potrebbe utilizzarlo molto spesso per far male ai prossimi avversari. Verosimilmente saranno i nerazzurri ad avere il pallino del gioco in mano e dovranno essere bravi a non farsi prendere dalla smania di sbloccare la partita, di fronte al consueto “corto muso” di marchio allegriano. La squadra di Inzaghi quest’anno ha già dimostrato una grande crescita nella gestione delle partite e dei momenti, dimostrandosi in grado di ottenere i tre punti anche in maniera sporca e sofferta.

Neanche stavolta, dunque, dovrebbero esserci particolari problemi a riguardo: basterà proporre la miglior versione dell’Inter (già vista più volte quest’anno) per battere la Juventus e consolidare la vetta della classifica. I tifosi fremono in vista del grande appuntamento e nemmeno i giocatori dovranno essere da meno. I grandi campioni si vedono soprattutto in sfide come questa.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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