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Inter, il Lecce di D'Aversa: pragmatismo e compattezza

I salentini sono pienamente in linea con i propri obiettivi, anche grazie alla mano del tecnico

Dopo la scottante eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Bologna, l’Inter deve rialzare subito la testa e concentrarsi sul Lecce, prossima avversaria nella diciottesima giornata di Serie A. Di seguito, i princìpi cardine della squadra di D’Aversa.

Inter, D’Aversa ha dato al Lecce un’identità precisa

I salentini sono soliti scendere in campo con il 4-3-3. Al di là dell’aspetto numerico – che potrebbe far pensare alla spregiudicatezza – in realtà in difesa i giallorossi mantengono un atteggiamento di sacrificio, rimanendo corti e compatti all’interno della propria metà campo nel tentativo di limitare spazi e linee di pasaggio agli avversari.

In fase di transizione, la strategia predominante è la ricerca diretta del centravanti fisico (Krstovic o Piccoli), che ha il compito di proteggere la sfera e lanciarla ai compagni sulla corsa. I Lupi sono una squadra molto pragmatica, che cerca di colpire gli avversari con fulminee ripartenze in contropiede, sfruttando soprattutto la velocità degli esterni (un singolo da tenere in forte considerazione nell’uno contro uno è Lameck Banda). Quando invece l’azione è più ragionata, anche i terzini si sganciano dalle retrovie per dare ampiezza alla manovra.

Inter, i salentini peccano in fisicità: ecco come colpirli

Affermare che l’organico dell’Inter è più attrezzato di quello del Lecce a livello di singoli è a dir poco un’ovvietà. Oltre ad essere i più forti, i nerazzurri dispongono di una fisicità complessiva di gran lunga superiore a quella degli avversari, molto veloci sì, ma ancor più “leggerini”. Oltre a far valere le proprie qualità tecniche e strutturali, gli uomini di Inzaghi dovranno sfruttare i propri centimetri anche sulle palle inattive, altro grande punto debole dei salentini.

Al di là delle pesanti assenze, una su tutte quella di Lautaro Martinez (che non dev’essere un alibi), i meneghini sono determinati a regalare al pubblico di San Siro l’ultima gioia prima di Natale. Sarebbe la più grande risposta all’incidente di percorso chiamato Coppa Italia.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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