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Inter, la Roma di Mourinho: un concentrato di cinismo e compattezza

Il portoghese adotta un approccio più pratico e conservativo rispetto al passato

Domenica 29 ottobre, alle ore 18.00, l’Inter di Simone Inzaghi sfida davanti al proprio pubblico la Roma del grande ex Josè Mourinho, che però non siederà in panchina causa squalifica. Di seguito, caratteristiche e punti deboli della sua squadra.

Inter, l’impronta di Mou sulla Roma

A differenza del primo anno nella capitale, il tecnico portoghese ha decisamente cambiato stile di gioco, passando dallo spregiudicato 4-2-3-1 al più conservativo 3-5-2. I giallorossi, va detto, non eccellono per qualità nel giocare un bel calcio; pertanto, le loro caratteristiche peculiari sono riassumibili in pochi concetti.

In fase di costruzione, lo Special One non predilige l’impostazione dal basso, ma anzi, punta alla ricerca diretta dell’attaccante più fisico attraverso il lancio lungo. E’ da lì che si sviluppa la manovra offensiva, con il centravanti-boa chiamato a proteggere la sfera, in attesa di supporto da parte dei compagni. I giallorossi, inoltre, crossano molto e, considerata la fisicità e la statura degli elementi in organico, sono sempre molto pericolosi sulle palle inattive.

La fase difensiva viene condotta in maniera molto compatta, tenendo un baricentro basso e una disposizione stretta, nel tentativo di chiudere tutte le linee di passaggio agli avversari. Oltre ai due quinti, che si allineano al pacchetto dei centrali, anche i centrocampisti si abbassano a creare un muro davanti alla difesa.

Inter, come far male ai giallorossi

Difendendo con quasi tutti gli effettivi raccolti dentro o appena davanti all’area, una volta riconquistata la palla la Roma si presenta letteralmente spaccata in due, con una prateria tra il blocco difensivo e le due punte rimaste in avanti, in attesa di raccogliere un lancio lungo. La prima cosa da fare, dunque, sarà marcare stretto Romelu Lukaku, il più indicato nel compito di far salire la squadra. L’Inter dovrà essere brava e paziente a far girare il pallone – con il costante inserimento dei quinti, delle mezzali e dei braccetti – per cercare di sfondare il muro di uomini a protezione di Rui Patricio.

Un’aggressione alta su possesso avversario poi, potrebbe mettere in grande difficoltà i giallorossi, non abituati ad uscire dal basso con la palla e carenti di abili palleggiatori in organico. Così facendo, i nerazzurri potrebbero far registrare delle percentuali di possesso palla a dir poco mostruose, dominando sotto il profilo del gioco.

E’ indubbio, comunque, che i nerazzurri dispongano di un organico superiore sia a livello di individualità, sia per varietà di soluzioni. Non resta che dimostrare sul rettangolo verde tale supremazia.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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