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Inter, Lautaro: "Lukaku? Non mi ha più risposto, per entrambi è finita lì"

Il capitano argentino dell'Inter ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport

Lautaro Martinez, attaccante e capitano dell’Inter, si è raccontato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Inizialmente ha parlato delle sue emozioni sul campionato appena vinto e poi sulla differenze tra Marcus Thuram e Romelu Lukaku.

Lautaro: “L’Inter è casa mia. Thuram? Siamo diversi ma…”

L’effetto della Seconda Stella e un campionato vinto da capitano: “Considero l’Inter semplicemente casa. L’ho sentita proprio cosi dal giorno 1 ed è forte anche il legame con Milano: qui c’è un’atmosfera speciale, qui crescono i miei figli, qui mia moglie ha un ristorante. Qui sento l’amore della gente.

Devo tutto alla società e al popolo interista: mi sono stati dall’invio vicini, solo grazie e loro sono riuscito a diventare capitano, che è onore e responsabilità. Alzare la coppa della seconda stella con la fascia è un sogno che ha dato il calcio”.

Prosegue: “I gol più importanti? A Torino contro la Juve e a Firenze dopo la Supercoppa, quando avevamo tante assenze ed eravamo stati superati in testa: lì abbiamo dato un segnale decisivo”. Poi un po’ di autocritica: “Da febbraio ho segnato meno, è vero, ma non va guardato solo il gol che a volte non arrivano: conta quante occasioni generi, il bene che produci per la squadra. Certo che dovrei migliorare ed evitare questi momenti, ma anche quando la palla non entra aiuto sempre e non mi risparmio”.

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Quest’anno Lautaro Martinez ha fatto coppia con Marcus Thuram. Non è mancato il confronto con il predecessore del francese: “Lukaku o Thuram? Ho fatto grandi cose con Romelu, uno che da solo porta via due uomini, ma con Marcus ho più possibilità, più scelta, più spazi. Con i suoi movimenti ti libera e poi è davvero un bravo ragazzo. Porta sempre un sorriso nello spogliatoio. Siamo diversi, lui mi dice che rido poco e forse lui ride…molto, e poi non mi vestirei mai come lui: che coraggio che ha!

Scherzi a parte, non mi aspettavo di trovarmi cosi bene con Marcus, ma è stato decisivo partire insieme già dal ritiro. Dopo anni ho fatto una preparazione completa, dopo aver superato definitivamente il problema alla caviglia che non mi aveva fatto vivere il Mondiale come avrei voluto. Se ci penso ancora, mi viene da piangere”.

Ancora sul belga: “Non l’ho più sentito. Non mi ha risposto quella famosa volta e per entrambi è finita lì. Abbiamo tutti votato pagina”.

 

 

Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

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