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Inter, l'ex Mazzarri ha riacceso il fuoco in casa Napoli

Il livornese ha riportato entusiasmo dopo il disastro firmato Garcia

Domenica 3 dicembre, alle ore 20.45, l’Inter scende in campo per l’ennesimo big match in pochi giorni. Al Diego Armando Maradona è sfida al Napoli di Walter Mazzarri, da poco subentrato a Rudi Garcia con l’obiettivo di invertire la rotta e riportare entusiasmo in un ambiente depresso dal trainer francese.

Inter, Mazzarri ha riacceso un gruppo mortificato

Al momento del suo ritorno a Castel Volturno, il tecnico di San Vincenzo ha promesso ai tifosi un nuovo tipo di calcio, molto diverso da quello visto in passato ai tempi del trio delle meraviglie Hamsik-Lavezzi-Cavani. Niente più 3-5-2, dunque, ma un 4-3-3 che ben si sposa con le caratteristiche della rosa a disposizione.

Tuttavia, al di là del modulo, in linea di massima i princìpi di gioco di Mazzarri rimangono sempre i medesimi. In fase difensiva ci si aspetta una squadra molto ordinata, in cui tutti gli effettivi si abbassano dietro alla linea della palla, partecipando attivamente alla sua riconquista. Recuperato il possesso, la squadra cercherà di riversarsi in attacco attraverso fulminei contropiedi, condotti perlopiù attraverso lanci lunghi ad innescare la velocità dei tre attaccanti. In poche parole, il must è sempre un ribaltamento veloce del fronte.

In fase di possesso, il classe 1961 è solito chiedere ai suoi giocatori di puntare le difese avversarie palla al piede. In caso di mancato sfondamento per vie centrali, la seconda opzione è andare a prendersi il fondo per arrivare al traversone. In questo caso diventa molto importante sia il contributo delle ali, sia quello dei terzini,  che dovranno coordinarsi nell’occupazione degli spazi (se uno taglia dentro, l’altro si sovrappone).

Inter, il Napoli non ha ancora smaltito del tutto le scorie della gestione Garcia

Il principale punto debole del Napoli di Garcia era una grande sofferenza nella cosiddetta “zona grigia”, ovvero quello spazio intermedio che si crea tra un reparto e l’altro. Spesso gli azzurri sono andati in difficoltà tra le linee, subendo le transizioni avversarie. In questo senso, la compattezza richiesta dal livornese in fase difensiva potrebbe essere un antidoto, poichè prevede un sostanziale avvicinamento delle linee. Resta da capire quanto i giocatori abbiano già assimilato il suo credo in così poco tempo.

A differenza di quanto avviene con Inzaghi, generalmente le squadre di Mazzarri coinvolgono poco i centrocampisti nella manovra offensiva che – come abbiamo accennato sopra – non prevede un articolato palleggio, ma bensì uno stile di gioco diretto, basato perlopiù su lanci in profondità e sulla riconquista delle seconde palle. Anche in questo caso, l’Inter potrebbe essere avantaggiata dalla struttura fisica dei propri interpreti.

Domenica sera i nerazzurri si troveranno di fronte una squadra che ha ritrovato l’umiltà e le motivazioni andate perse dopo l’addio di Luciano Spalletti. Le scorie della gestione precedente non sono ancora del tutto scomparse, per questo ci vuole tempo. Ma a differenza di quanto accaduto fino a qualche settimana fa, ad oggi i giocatori si battono per il loro allenatore. La Beneamata non dovrà commettere l’errore di sottovalutare questa componente: Mazzarri ha revitalizzato un gruppo che aveva staccato la spina.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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