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PAGELLE - Inter-Lecce 2-0: Mkhitaryan illumina San Siro, Thuram assente

I nerazzurri si impongono sui salentini. I migliori in campo sono Bisseck e Mkhitaryan

L’Inter si riporta a +4 dalla Juventus che nel pomeriggio aveva superato il Frosinone per 2-1. Ecco le pagelle della partita:

Sommer 6 – lo svizzero è sempre attento e sicuro nelle poche conclusioni dei salentini. Quarta partita consecutiva di campionato senza subire reti e quindicesimo clean sheet stagionale. DA RECORD.

Bisseck 7,5 (MVP) – prestazione sontuosa. Non era una partita facile, anche perché sulla sua corsia c’era un avversario insidioso come Banda. Sfrutta al meglio tutta la sua fisicità, soffre poco la rapidità degli attaccanti salentini e sblocca la gara al 42′. Prima del gol aveva scheggiato la traversa, nella ripresa sfiora la doppietta. In questo momento è difficile rinunciare al difensore tedesco, Inzaghi è avvisato.

Acerbi 6 – controlla senza problemi Piccoli, vincendo quasi tutti i duelli. Al 68′ salva in area su Rafia dopo l’errore di Bastoni.

Bastoni 6 – anche lui, come Bisseck, non aveva un cliente facile. Strefezza prova in tutti i modi ad impensierirlo, ma il numero 96 nerazzurro rischia poco e niente. Nella ripresa spinge molto e costruisce.

Darmian 6 – a differenza di Bisseck, soffre di più la velocità di Banda ma lo contiene in tutti i modi possibili. Si sono viste prestazioni migliori, ma l’ex Parma fa il suo suo come può.

Barella 7 – il centrocampista sardo è uno dei migliori in campo. E’ ovunque: corre, recupera palloni e inventa. Al 78′, con tutta la calma possibile di un vero campione, segna la rete del definitivo 2-0. (dal 88′ Klaassen s.v.)

Calhanoglu 6 – il turco è apparso stanco, nonostante la panchina contro il Bologna in Coppa Italia. Si fa ammonire al 30′ e in un paio di situazioni regala delle ripartenze che potevano costare caro. Determinante nel gol dell’1-0 con un assist da calcio di punizione (dal 74′ Asllani 6 – entra in campo e dopo pochi minuti, con tiro da 40 metri, rischia di entrare sul tabellino dei marcatori)

Mkhitaryan 7,5 – l’armeno illumina San Siro in tutti i modi. Corsa e intelligenza tattica da vendere. Vede dei corridoi di passaggio quasi impossibili. Soprattutto nel primo tempo, i pericoli maggiori nascono dai suoi piedi. (dal 88′ Frattesi s.v)

Carlos Augusto 6,5 – con l’assenza di Dumfries il brasiliano è quello che deve spingere di più. Seppur reduce dai 120′ di Coppa Italia, l’ex Monza non sembra essere per niente stanco. Nel primo tempo sforna un assist al bacio per Thuram, nella ripresa rischia grosso su un presunto fallo di mano in area di rigore con la conclusione di Strefezza ma il VAR lo salva (dal 84′ Pavard 6 – il francese entra a pochi minuti dalla fine e dopo 120” sfiora la terza rete, Falcone gli nega la gioia del gol).

Thuram 5,5 – Al francese l’impegno non manca, ma non si rivela mai veramente pericoloso. Spesso è marcato da due uomini e forse è quello che più di tutti sente la mancanza di Lautaro. (dal 82′ Sanchez s.v)

Arnautovic 6 – senza l’assist spaziale a Barella la sua prova sarebbe stata insufficiente. Nel primo tempo litiga spesso con il pallone e al 21′ si divora un gol facile. Meglio nella ripresa, in cui è bravo soprattutto a far salire la squadra. Anche lui, come Thuram, viene spesso marcato da due uomini, che lo costringono a giocare molto spesso spalle alla porta.

All. Simone Inzaghi 6,5 – Non era una partita facile, soprattutto dopo l’eliminazione di Coppa Italia contro il Bologna. La squadra costruisce tanto e sblocca la contesa con Bisseck, da sottolineare la bravura di Inzaghi nella gestione del tedesco. Nella ripresa è spesso mancato il guizzo per chiudere il discorso e alla fine ci pensano Arnautovic e Barella.

LECCE: Falcone 7, Gendrey 5,5 (86′ Sansone S.v.), Pongracic 6, Baschirotto 5,5, Gallo 6, Gonzalez 5,5 (46′ Kaba  6,5), Ramadani 5,5, Oudin 5,5, Strefezza 5 (64′ Rafia 6), Piccoli 5 (72′ Krstovic 5,5), Banda 4,5. All. D’Aversa 5,5.

Simone Biancofiore

Classe '95 laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Sono un giornalista pubblicista. Amo il calcio, la scrittura è la mia rivincita. Spesso credo nell'impossibile. Mi illudo? No, sogno.

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