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PREVIEW - Cagliari-Inter: tutto cio che c'è da sapere sui sardi

Il gioco di Ranieri, i precedenti e gli ex della partita

In molti si chiedono perchè dopo tutti questi anni di attività Claudio Ranieri sia ancora un vero e proprio masterclass della panchina, in grado di centrare imprese a dir poco straordinarie. Ultima in ordine di tempo, la promozione in Serie A del Cagliari, preso a stagione in corso in quattordicesima posizione e con una miriade di problematiche legate alla gestione Liverani. Senza dimenticare poi il miracolo sportivo di Leicester del 2016, uno dei più grandi di sempre che gli valse l’appellativo di King Claudio. La risposta è che il tecnico romano è il connubio perfetto tra integralismo e modernità ed è proprio questa miscela di princìpi che gli ha permesso di continuare ad avere successo nonostante l’evoluzione del modo di fare calcio.

Cagliari-Inter, l’analisi tattica sull’avversario

Il sistema di gioco da lui prediletto è il tradizionalissimo 4-4-2, da cui difficilmente si discosta. Le squadre allenate da Thinkerman (così veniva chiamato per la sua sagacia tattica), sono l’incarnazione perfetta di ciò che significa essere compatti ed organizzati. Ogni effettivo in campo partecipa ad entrambe le fasi, ripiegando a difendere e sovrapponendosi quando c’è da attaccare. L’impostazione dal basso non è gradita, meglio la ricerca diretta del centravanti attraverso un rinvio lungo.

Per quanto riguarda la fase di possesso, le squadre di Ranieri giocano un calcio molto diretto e verticale, pertanto le percentuali di possesso palla sono sempre relativamente basse. L’obiettivo dunque non è palleggiare, ma bensì lanciare in profondità gli attaccanti, specie in fase di ripartenza e nell’attacco per vie centrali. Per favorire questo principio, talvolta la squadra passa dal 4-4-2 al 4-3-1-2. L’altra variante è il 4-3-2-1.

Se si decide invece di concentrare la manovra offensiva sulle fasce, l’obiettivo è creare superiorità numerica sugli esterni attraverso continue sovrapposizioni tra il terzino e il centrocampista laterale. L’obiettivo è arrivare sul fondo per effettuare un cross. I traversoni sono un’altra prerogativa delle squadre del classe 1951, che ama molto creare densità dentro l’area di rigore, specie se dispone di attaccanti abili a smarcarsi negli ultimi metri.

In fase difensiva il romano punta molto sulla compattezza e sull’intensità del pressing. Le sue squadre, in genere mantengono un baricentro medio-basso, nel tentativo di chiudere ogni linea di passaggio e di capovolgere il fronte con fulminee ripartenze una volta recuperata la palla. In base al lavoro senza palla richiesto agli interpreti, lo schieramento di partenza può assumere le varianti del 4-1-4-1 o del 4-5-1.

Le squadre di Ranieri sono sempre un avversario ostico per chiunque e questo si deve in gran parte alla mentalità da lui trasmessa e alla sua enorme capacità di lettura delle situazioni di gioco. Molto spesso, sovverte i risultati parziali attraverso i cambi.

Cagliari-Inter, i precedenti

Il Cagliari ha vinto solo una delle ultime undici gare disputate contro l’Inter, a cui si aggiungono un pareggio e nove sconfitte. L’ultimo successo risale al 2019: con Rolando Maran in panchina finì 2-1 per i rossoblù, grazie alla rete di Leonardo Pavoletti e all’autogol di Ivan Perisic.

I nerazzurri vantano invece sei vittorie ed un pareggio nelle ultime sette trasferte in Sardegna. L’ultima sconfitta è un 2-0 per gli isolani del 14 aprile 2013. Negli ultimi sedici confronti, la Beneamata ha segnato ben 35 reti totali, in media più di due centri a partita. In virtù di questi dati, gli uomini di Simone Inzaghi godono dei favori del pronostico.

Cagliari-Inter: gli ex della partita

Sull’asse Milano-Cagliari ci sono passati in tanti: Mazzarri, Suazo, Godin, Dalbert e chi più ne ha più ne metta. Questi nomi però fanno parte del passato, ecco invece gli ex che prenderanno parte alla gara di lunedì sera.

CLAUDIO RANIERI: tra le altre, King Claudio ha allenato anche l’Inter, senza però avere grossa fortuna. Viene chiamato nel settembre del 2011 per sostituire l’esonerato Gian Piero Gasperini ed inizialmente riesce a risollevare la squadra. Il tutto viene vanificato da un filotto di sconfitte (tra cui l’ultima nel Derby d’Italia) che gli costano l’esonero. Al suo posto, il giovanissimo tecnico della Primavera Andrea Stramaccioni.

GABRIELE ZAPPA: tra il 2014 e il 2019 cresce nel Settore Giovanile dei nerazzurri, con cui vince una Supercoppa Primavera, un Torneo di Viareggio e uno scudetto. Nella stagione 2019-2020 passa al Pescara con cui disputa un’ottima annata in cadetteria che gli vale la chiamata dei sardi.

GAETANO PIO ORISTANIO: il classe 2002 è di proprietà dei meneghini, che dopo il prestito agli olandesi del Volendam lo hanno dirottato in Sardegna a titolo temporaneo per mettersi in mostra nel nostro campionato.

NICOLO’ BARELLA: sardo per eccellenza, il classe 1997 ha compiuto il percorso inverso, crescendo calcisticamente con i rossoblù (Giovanili e Prima Squadra con nel mezzo un prestito al Como). Viene acquistato dall’Inter per la cifra record di 50 milioni di euro (seconda solo a Lukaku in tutta la storia del club). Il ragazzo è attualmente un punto fermo del centrocampo di Inzaghi e della Nazionale italiana.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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