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Si è spento a 88 anni il grande Luisito Suarez

Era considerato uno dei centrocampisti più forti della sua generazione.

E’un giorno di lutto in casa nerazzurra. E’morto all’età di 88 anni Luis Suárez Miramontes, detto Luisito, uno dei protagonisti della cosiddetta Grande Inter con cui, tra il 1961 e il 1970, ha vinto tre scudetti, due Coppe dei Campioni e altrettante Coppe Intercontinentali. Considerato da molti come uno dei più forti centrocampisti della sua generazione, nel 1960 è stato premiato con il Pallone d’Oro.

Luisito, la nota ufficiale del club

La società ha espresso il suo cordoglio con un comunicato apparso sul sito ufficiale, che recita:

FC Internazionale Milano, il suo presidente Steven Zhang, il Vice President Javier Zanetti, gli Amministratori Delegati Alessandro Antonello e Giuseppe Marotta, l’allenatore Simone Inzaghi e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter, si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Luis Suarez e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari.

[…] Salutare Luisito ci lascia una malinconia profonda: la nostalgia del suo calcio perfetto e inimitabile, che di fatto ha ispirato generazioni, si unisce al ricordo di un calciatore unico e di un grande, grandissimo interista. Ci mancherà, perché come predicava Helenio Herrera, “Se non sapete cosa fare, date palla a Suarez”.

Luisito, carriera e caratteristiche tecniche

Era questa la direttiva principale dell’allora tecnico nerazzurro, che ben conosceva le doti balistiche del ragazzo, avendo contribuito alla sua consacrazione sin dai tempi del Barcellona. In carriera ha vestito anche le maglie di Deportivo La Coruña e Sampdoria, prima di abbandonare l’attività agonistica per diventare allenatore. Dopo il ritiro, ha seduto infatti su diverse panchine tra Italia e penisola iberica, tra cui anche l’Inter in ben tre occasioni differenti (1974-75, 1992, 1995 ad interim).

Dal punto di vista tecnico, Luisito gioca dapprima come mezzala, data la sua grande propensione offensiva. Arretra poi sulla linea mediana per sfruttare al meglio le enormi qualità nei passaggi e nella visione di gioco, che gli valgono il soprannome di “architetto”.

Il giocatore perfetto che, attraverso il suo talento, ha ispirato generazioni. Ciao Luis.’– scrive il club sui propri profili social.

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Samuele Marcon

Classe 2000, giornalista pubblicista laureato in Relazioni Pubbliche e regolarmente iscritto all'ordine del FVG. Le mie più grandi passioni: il calcio e il giornalismo . La vita per me è una continua sfida a migliorarmi. Non esiste obiettivo che non puo essere raggiunto. Sogna, vivi ma soprattutto scrivi.

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